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Storia e Patrimonio artistico

Limatola (Benevento)

Abitanti: 3675
Superficie: 18,7 Kmq
Frazioni: Casale, Biancano, Giardoni e Limatola
Distanze: 51 Km da Benevento, 14 Km da Caserta, 40 Km da Napoli
Principali attività produttive Ristorazione Industria Agricoltura

La vallata, in cui sorge Limatola , è dominata ad est dal massiccio del Taburno, a nord e ad ovest dalle propaggini collinari del preappennino campano e dal gruppo del Monte Maggiore. A sud la vallata è chiusa dai Monti Tifatini.

Il territorio di Limatola si presenta per il 30% collinare e per il restante 50% pianeggiante. Un tempo, il paese era suddiviso in quattro frazioni sparse, di cui la principale intorno al colle del Castello, oggi, si sviluppa lungo tutta la strada provinciale di collegamento con la strada statale 87(sannitica) e la strada statale 265.

Lo sviluppo urbanistico del paese è avvenuto di pari passo con l'industrializzazione, anche se in modo disordinato per la mancanza di un piano regolatore. Il reddito pro-capite dei suoi abitanti risulta essere elevato rispetto a quello dei paesi vicini, ma questo non significa che Limatola non ha problemi.
Allo sviluppo industriale, non si è accompagnato uno sviluppo socio-culturale, anche se si registra un discreto numero di diplomati e laureati.
Un importante ruolo, in questo senso, possono svolgere le Associazioni laiche che negli ultimi anni hanno iniziato ad operare nel Paese, nel tentativo di abituare i giovani al confronto e al dibattito, coinvolgendoli nell'organizzazione di manifestazioni protese alla valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico.

Storia

Sulle origini del nome Limatola esistono due scuole di pensiero. C'è chi fa derivare Limatola da "limo", ovvero terra limacciosa, fertilizzata dal fiume e, chi invece intende terra levigata, spianata dal fiume. La prima ipotesi sembra essere la più coerente con la tradizione linguistica e dialettale delle nostre terre.
Limatola è documentata già in epoca longobarda come presidio militare del Principato di Capua, al confine con il Ducato di Benevento. Con la costituzione della Contea di Caserta ne segue le vicende dinastiche, prima con la Casa longobarda, poi con i Lauro (ramo cadetto dei Sanseverino) e i Della Ratta (fino al sec. XV). Acquisita per matrimonio dai Gambacorta, conobbe un rinnovato splendore nei secoli XVI e XVII.
Passata al Demanio Regio(1734) fu acquistata dai Ma stelloni, cui successero i Lattieri d'Aquino e i Carafa, fino all'eversione della Feudalità (1806).

Dell'antica Limatola, oggi, resta un affascinante quanto degradato Castello con annesso borgo in una posizione invidiabile, a guardia della vallata sottostante.


Patrimonio artistico

Il Castello Ducale ( sec. X-XIII)

Il Borgo antico e le mura

La Chiesa di San Biagio ( sec. XII-XVIII)

La Chiesa dell'Annunziata ( sec. XV)

La Chiesa di Sant'Eligio ( sec. XIV)




Il Castello

Sorge su una collinetta calcarea a 100 metri sul livello del mare.

Si pensa che già i Sanniti avessero stabilito qui una loro fortificazione: Lo sviluppo del castello avvenne, intorno ad una primitiva torre di avvistamento longobarda (sec.X), in epoca normanna sveva (sec.XII) e, soprattutto in età angioina. Nel periodo rinascimentale assunse le attuali forme di palazzo ducale con corte interna. I Canelli, gli ultimi proprietari, lo hanno abitato fino al 1943, dopodiché la famiglia di don Ciccio Canelli si trasferì nella Foresteria, posta all'esterno del Castello, ma pur sempre chiusa dalla cinta muraria esterna alla fortificazione. Dalla morte di Don Ciccio, alla fine degli anni 80, il Castello è stato abbandonato a se stesso.
All'interno della corte alta si trova la Chiesa di San Nicola "intra castrum", a due navate, cui si accede attraverso un bel portale romanico. Sennete ne parla già nella Bolla a delimitazione della Diocesi di caserta del 1113. Oggi, la Chiesetta appare in chiare forme roccocò e vi ha trovato sepoltura Laila, una cagnetta cui don Ciccio Canelli era particolarmente affezionato.

Da alcuni anni, l'Associazione culturale "Ave Gratia Plena" ha ottenuto dai proprietari del Castello l'autorizzazione ad organizzare visite guidate, durante l'estate e, per quattro anni la corte esterna ha fatto da scenario ad appuntamenti del Festival di musica"Il Trionfo del Tempo e del Disinganno".

Nel dicembre del 1997, la Pro Loco di Limatola ha presentato presso la Sala Consiliare del Comune di Limatola una mostra fotografica realizzata da Gigino Nostrale e, curata da Filomena Marotta dal titolo: "Un Castello tra fascino e degrado". Lo scopo della mostra era di sensibilizzare la cittadinanza e l'Amministrazione comunale ai problemi della struttura.

Nel settembre 1999, il coordinamento delle Associazioni del Medio Volturno "Touta Olotron" , di cui la Pro Loco Limatola è stata una delle associazioni promotrici nel settembre del 1998, ha organizzato un Convegno dal titolo "Castelli in Aria". In seguito al Convegno, il Coordinamento, con il consenso di nove amministrazioni comunali, tra cui quella limatolese, ha avviato uno studio di fattibilità per un itinerario dei castelli del medio Volturno.

Il Borgo antico e le mura

Il Borgo antico, completamente abbandonato, versa in uno stato di totale degrado. Le intemperie e l'incuria dell'uomo, soprattutto, rendono di anno in anno il borgo meno praticabile.

E' comunque molto interessante aggirarsi per le "venelle"(viuzze medievali) per leggere sulla pietra le stratificazioni degli interventi fatti nei secoli per la fortificazione del Castello.

Chiesa di San Biagio

E' ubicata lungo la strada che porta al borgo antico. Questa chiesa, come la chiesetta di san Nicola dentro le mura è documentata nella bolla del 1113.
Oggi, non conserva più l'originario aspetto romanico, ma un'impianto rinascimentale, dovuto agli interventi dei Duchi Gambacorta. Sulla facciata sono presenti un portale rinascimentale (1599) e una lapide dei restauri settecenteschi(1734).
L'interno, barocchizzato a navata unica con presbiterio quadrato a cupola, è arricchito da stucchi. Da segnalare una Madonna con bambino e santi (metà sec. XVI) e, una "Sacra conversazione"(fine '500).
Nel 1965, a valle fu inaugurata la nuova chiesa di San Biagio, intorno alla quale è sorto un invidiabile complesso parrocchiale con una sala teatrale e cinematografica e un campo da gioco polivalente. Il complesso ospita fin dalla sua fondazione, nel 1954, la scuola media di Limatola "Leonardo da Vinci". Quest'opera è stata voluta e realizzata da un instancabile limatolese, nato, vissuto e morto a Limatola, mons. Salvatore Carrese (1914-1989).
In occasione del Giubileo 2000, l'attuale parroco di san Biagio, don Giuseppe Giuliano ha fatto realizzare una campana di 500 Kg, che è stata posta ai piedi del campanile in tufo della nuova Chiesa di San Biagio. La Campana è la terza in Italia per dimensioni e, nelle intenzioni del sacerdote dovrebbe diventare meta di turismo. La campana è molto bella, ma non ha trovato una felice e adeguata collocazione. Penalizzano lo strumento: la antiestetica struttura di sostegno e, il luogo dove è stata ubicata. Pensiamo che sarebbe stato preferibile posizionarla in una località del paese posta in alto, vedi il piazzale antistante la vecchia Chiesa di San Biagio, da dove il suono della "Grande Campana del Giubileo" avrebbe potuto diffondersi nell'intera vallata del medio Volturno.

Chiesa dell'Annunziata

Sorge nella frazione da cui prende il nome. Consacrata nel 1404, sorta per volontà della popolazione locale, la Chiesa conserva l'eccezionale portale rinascimentale con sculture(1504), mentre all'epoca barocca risale il Campanile(1764). L'interno a tre navate è ricco di stucchi barocchi. Notevoli l'altare maggiore in marmi policromi del 1700 e, la grande sacrestia neoclassica. Fino all'anno scorso, prima che dei ladri la rubassero era possibile ammirare nel presbiterio una macchina lignea dorata, e una predella di Francesco da Tolentino(1527). Attualmente, il polittico restaurato è in deposito al Museo del territorio presso la Reggia di Caserta.

Accanto alla Chiesa sorge l'imponente ex- ospedale brefotrofio, costruito negli stessi anni della Chiesa e, oggi di proprietà di privati che lo hanno adibito d uso abitativo e commerciale.


Chiesa di Sant'Eligio

La Chiesa di sant'Eligio fu edificata nella parte alta della frazione di Biancano molto probabilmente da cavalieri francesi, devoti al santo vescovo, nel XVI sec.
E' una piccola chiesetta a navata unica e cupola emisferica su un presbiterio quadrato.

Vi sono alcuni affreschi tardorinascimentali, di stampo popolare. La chiesetta è uno dei luoghi di culto della Diocesi di Caserta, dove vengono dispensate indulgenze, in occasione del Giubileo 2000.
Dal piazzale antistante Sant'Eligio si gode di uno spettacolare scorcio della vallata del medio Volturno verso Capua.
Nel 1941, a valle, anche qui grazie alla ferrea volontà di mons. Carrese, che è stato sacerdote a Biancano dal 1941 al 1952, è stata costruita la nuova Chiesa di Sant'Eligio.





BIBLIOGRAFIA

GIUSEPPE ARAGOSA,
Limatola e il suo casale Biancano, Ed. Kat, Benevento, 1994.
IDEM,
Limatola e il suo castello medievale, in "Quaderni della biblioteca del Seminario di Caserta", vol. IV, 1997.
FRANCESCO CANELLI,
Limatola, il suo castello e i suoi signori.
NICOLA BERNARDO-GIUSEPPE ARAGOSA, Racconti nati per caso,1998.
M.A. ARAGOSA-F.MAROTTA-G.PATIERNO,
Don Salvatore, Grafiche Emme, Limatola, 1989.
FRANCESCO MAROTTA,
Frammenti di dissertazioni politico a proposito di Limatola, Francesco Marotta editore, Limatola, 1998.
MICHELE MAROTTA,
Limatola dal 700 all'800.
BARTOLOMEO VARRONE, Memorie Istoriche di Limatola, Napoli, 1795.




Chiesa di Sant'Eligio
vista da monti Tifatini

Interno Chiesa Ave Grazia Plena
al Casale di Limatola